Italia

Com'è bello, Signor

di Barbara Danesi

 
Com’è bello, Signor

Com'è bello, Signor, stare insieme
ed amarci come ami tu: qui c'è Dio, alleluia!

La carità è paziente, la carità è benigna,
comprende e non s'adira e non dispera mai.

La carità perdona, la carità si adatta,
si dona senza sosta, con gioia ed umiltà.

La carità è la legge, la carità è la vita,
abbraccia tutto il mondo e in ciel si compirà.

Il pane che mangiamo, il Corpo del Signore
di carità è sorgente, è centro di unità.


Il testo del canto ripropone il messaggio paolino del Capitolo 13 della lettera ai Corinzi, il cosiddetto Inno alla Carità. Il canto si apre con l’affermazione della bellezza della vita cristiana intesa come fraternità in nome dell’unica paternità di Dio Padre, creatore di ogni uomo.

Dio è nostro Padre, gli uomini sono fratelli ed è bello, fonte di pace e di gioia, stare insieme ed amarci come Dio ci ama. Il Padre ama con amore di carità, un amore che è paziente, misericordioso, umile, gratuito.

Ogni uomo è chiamato a vivere lo stesso amore, a vivere la carità con i suoi tratti distintivi, quei tratti che vediamo incarnati nella vita stessa di Gesù e espressi perfettamente nella sua morte in croce.

«Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo. Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore. Di fornicazione e di ogni specie di impurità o di cupidigia neppure si parli fra voi - come deve essere tra santi - né di volgarità, insulsaggini, trivialità, che sono cose sconvenienti. Piuttosto rendete grazie! Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro - cioè nessun idolatra - ha in eredità il regno di Cristo e di Dio» (Ef 4,32-5,5).

La carità avrà il suo compimento nella vita eterna perché vivere come insegna con la sua vita il Maestro, ci permetterà di giungere con Lui alla meta finale in Cielo, dato che la carità anticipa nel tempo umano la piena e definitiva comunione con Dio nel Tempo che non avrà mai fine. La carità infatti, rimane per sempre. Essa è sostenuta dalla fede, apre alla speranza, le tre virtù teologali sulle quali si fonda tutta la fede del cristiano: «Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l'operosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, davanti a Dio e Padre nostro» (1Ts 1,2-3).

Sì, è bello stare insieme ai fratelli nella carità, con atteggiamenti concreti di bontà, generosità disinteressata, rispetto, perdono, giustizia, verità, tolleranza, umiltà, messi in atto con le mani, con l’intelligenza, con l’affettività espressa dai gesti.

Ciascuno, per poter vivere in questa concretezza, è invitato ad avere lo stesso cuore, gli stessi sentimenti di Cristo Gesù, il quale «non ritenne un privilegio l'essere come Dio, ma svuotò se stesso, assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall'aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso, facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce» (Fil 2,6-8). È lo stesso, chiaro messaggio che Gesù fece risuonare dal monte: «Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste» (Mt 5,48) e che anche l’evangelista Luca non teme di sottolineare, quando scrive: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso» (Lc 6,36). Infine anche Giovanni: «Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri» (Gv 13,34).

Dio, incarnandosi in Gesù, permette all’uomo di vivere della sua stessa vita e di imparare ad amare come Lui.
L’incarnazione di Gesù continua nel sacramento dell’Eucarestia che sostiene il cammino, nutre l’anima e ci fa Chiesa. Dice ancora Paolo: «Il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all'unico pane» (1Cor 10,16-17). 

Allora è possibile amarci tra noi come Dio ci ama, è possibile anche per noi, oggi, essere carità.


Dalle parole alla Parola

Stare insieme. Avendo un unico Dio Padre, siamo sorella e fratello di ogni donna e ogni uomo. Come mi relaziono con le persone che incontro nella mia vita, con le persone con cui vivo? Dimostro nelle relazioni che instauro che Dio è Padre di tutti, che Dio ama ogni uomo, che «fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti»? (Mt 5,45).

Paziente. Uno degli ambiti in cui Dio esercita la sua pazienza è il perdono. Riconosco che Dio mi perdona sempre perché mi ama di un amore immenso? Come mi comporto di fronte ai peccati del mio prossimo? So vivere la pazienza, so aspettare, so perdonare sull’esempio di Dio?

Senza sosta. La carità si dona senza sosta, senza cedere alle stanchezze e alle delusioni. Vivo la dimensione della carità nel servizio ai piccoli, ai poveri anche accettando di uscire da me, dalle comodità e dai pregiudizi che mi legano e mi impediscono di amare? Amo senza sosta?


Preghiera

Dio Carità, io sono incapace di amare e di servire come insegni tu. Donami un cuore libero e grande perché possa contenere i tuoi stessi sentimenti e, con i miei fratelli, possa renderti presente nel mondo con la mia vita. Tu che sei l’Amore e la Carità nei secoli eterni. Amen.


 
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Tutti i testi sono presi da: Meditare Cantando, ISG Edizioni e Effatà Editrice, 2010
 
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