Italia

Chi è mia Madre

di Paola Rebellato

 
Chi è mia madre? (Mt 12,28ss)

Chi è mia madre? Chi è mio fratello?
Chi custodisce ogni mia parola.

Chi crede in me donerà la vita,
chi accoglie il Padre donerà l'Amore.

Vieni a Betlemme, tu vedrai Maria;
vieni alla grotta, troverai l'amore.

Vieni a Cana, troverai Maria;
vieni alla festa troverai la gioia.

Vieni a Nazaret, dove c'è Maria;
vieni alla casa della povertà.

Vieni al Calvario, dove Cristo muore;
sali alla croce, troverai Maria.

Vieni tra noi, vieni nella Chiesa;
qui c'è una Madre che ti accoglierà.


Il canto si apre con una domanda provocatoria che riceve una risposta concisa e chiara dallo stesso interrogante, Gesù.

La sequenza dei vieni che apre ogni strofa è un invito ad oltrepassare la soglia scontata delle idee ed esperienze quotidiane.

Mi sorprendi Gesù! Non avevo colto a sufficienza l’aspetto interrogante del tuo camminare con noi. Fai tante domande, non sempre aspetti risposte e a volte le dai tu stesso e sono sconcertanti.

Vivo la sorpresa di una notizia inaspettata che mi crea rottura tra la logica di una parentela che ha canoni universalmente riconosciuti e la nuova parentela dove mi sento invitata senza sconti e prevenzioni.

Tutto è diverso: il prima e il dopo, il dentro e il fuori e mi sento favorita dalle tue domande nel processo di cambiamento e conversione.

Divento madre tua se accolgo e custodisco la tua parola, se allargo lo spazio della mia tenda (cf. Is 54,2) e accolgo il numero infinito di fratelli che la tua Parola genera. L’invito del profeta Isaia mi dilata il cuore ad un’esistenza infinita.

Coinvolta dal ritornello del canto ripeto che credo in te, Gesù, che non sei venuto per fare la rivoluzione politica, ma per la salvezza e la vita (cf. Gv 5,24; 8,51; 11,25; 1Gv 3,14). Credo che sei Dio, datore di vita, di fede e per questo faccio spazio nella mia vita perché, entrando la tua in me, ciò che uscirà sarà buono, bello, giusto, santo, cioè vita. Divento erede della tua vita! Mi metto quindi alla scuola di tuo Padre, docilmente, perché entri nel mio cuore lo Spirito Santo e con Lui possa anch’io generare amore.

Lascia che inviti ogni fratello che incrocia il mio cammino a ripercorrere le tue vie, respirare la tua cultura, alimentarsi delle tue passioni.

Vengo senza indugio a Betlemme, alla Casa del Pane, e in una grotta, come pastore dal cuore puro, vedo Maria (cf. Lc 2,16) e incontro l’amore.

A Cana siedo accanto a Maria, la protagonista della festa di nozze (cf. Gv 2,1-5) per imparare l’audacia della fede e a Cana ti supplico con il funzionario del re per ottenere la guarigione del figlio (cf. Gv 4,46-53) che mi affidi perché ti conosca e si salvi.

A Nazareth vivo l’esperienza della povertà di una cittadina che non viene menzionata nell’Antico Testamento e nemmeno dagli storici, ma che ricorda lo sconvolgente “sì” di tua madre che ha cambiato la storia (cf. Lc 1,26). Natanaele (cf. Gv 1,46) esprime seri dubbi sulla possibilità che da Nazareth esca qualcosa di buono, eppure è la culla-casa dove l’uomo Dio è cresciuto come uno di noi. Lì c’è una donna che si prende cura di chi l’ha creata.

In piedi, con Maria, presenzio al dramma della croce. Qui la fede si fa gigante perché rinvigorita dal sangue e dall’acqua che sgorga dalla fonte del tuo costato. La croce, posta fuori delle mura della città, sembra garantire che nessuno può vantare diritti di proprietà sulla salvezza, dono offerto a tutti.

Maria apre il suo cuore di madre nella Pentecoste di fuoco. Accolta dal suo abbraccio imparo a custodire ogni tua parola per avere in dono la fede e l’amore.


Dalle parole alla Parola

Madre. Dio è Madre. Ho fatto esperienza della tenerezza di Dio? Sento la bellezza di comunicarla?

Parola. È il compimento di una sinergia che coinvolge tutte le dimensioni della persona. Gesù mi chiede di custodire la sua parola come la terra racchiude il seme. Lascio che questa forza di vita si radichi in me e assorba la mia vita per germinare e dare frutto?


Preghiera

Maria, mi metto con te alla ricerca di Gesù per capire chi sono io. Voglio percorrere la strada che ti ha meritato il titolo di donna e di madre perché in me alberghi l’amore, la gioia di condividere la povertà e la sofferenza. Accoglimi come figlia nella Chiesa e fammi apostola di fede. Amen.



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Tutti i testi sono presi da: Meditare Cantando, ISG Edizioni e Effatà Editrice, 2010

 
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