Italia

Benedici

di Marilena Carraro

 

Padre buono che sei in cielo, il tuo nome è ogni uomo,
ogni cuore è il tuo cielo, la tua casa siamo noi.
Benedici questa terra, che Tu abiti e fai bella
benedici questo giorno, che ci cresce tra le mani.

Benedici questa vita, che per tutti sia felice
e il coraggio di donare sia lo spirito del mondo
benedici o mio Signore, benedici o mio Signore.

Benedici questo tempo, ogni uomo che lavora
Ogni mamma e il suo bambino che di Te sono il sorriso.
Benedici chi ti cerca, nel silenzio del deserto
e chi invece ti ha confuso, con la fretta ed il rumore.

Benedici chi ti prega (o mio Signor)
e non sa il nome Tuo. (...)
Ogni figlio che ha paura (...)
di essere solo e del futuro. (...)
Benedici i tuoi poveri (...)
ed il grido della fame (...)
prendi questo nostro pane (...)
per la mensa dell’amore. (...)

Il dolore e la fatica, benedici o Signore,
chi ha il fucile tra le mani e il perché lui non lo sa.
Benedici la speranza che sa nascere dal buio,
benedici questa gioia che cantiamo assieme a Te.


Nel quarto giorno della creazione Dio creò gli esseri viventi e vedendoli cosa buona: «… li benedisse: “Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra”» (Gen 1,21-22). 

L’ultima benedizione contenuta nel testo sacro giunge dal coro di angeli, esseri viventi e anziani che a gran voce esclamano:
«L’Agnello, che è stato immolato,
è degno di ricevere potenza e ricchezza,
sapienza e forza,
onore, gloria e benedizione» (Ap 5,12).

La benedizione di Dio è fecondità, è vita, è prosperità per le sue creature. La benedizione delle creature è riconoscenza al Figlio di Dio, l’Agnello immolato, che con l’offerta della sua vita le ha ricondotte al Padre.

Nel Canto proposto alla meditazione chiediamo a Dio di estendere la sua prima benedizione - seguita da molte altre - ad ogni persona, nella realtà in cui si trova a vivere: sia essa maschio o femmina, adulto o bambino, si trovi nella gioia o nel dolore, nell’oscurità o nella luce della fede, perché ogni persona, creata a somiglianza di Dio «Facciamo l’uomo a nostra immagine» (Gen 1,26), porta in sé il nome di Dio, “Il tuo nome è ogni uomo”: «Il tuo nome è invocato su di noi… su di me» (cf. Ger 14,9; 15,16).

La gloria di Dio è l’uomo vivente, ci dice Sant’Ireneo, su di noi, sul nostro cuore che desidera e cerca il bello, il buono, il vero, sulla nostra vita santa si gioca la stessa gloria di Dio, e Dio non può restare indifferente al nostro desiderio di vita e di somigliargli in giustizia e santità: «Per il tuo nome, Signore, fammi vivere» (Sal 143,11). Il salmista rassicura: «Il Signore veglierà su di lui, lo farà vivere beato sulla terra» (Sal 41,3). Nessuno e nulla resta fuori dall’orizzonte dell’Amore di Dio, Egli «vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona» (Gen 1,31).

La benedizione di Dio su di noi ci fa essere casa di Dio, tempio in cui dimora la grazia: «siete tempio di Dio e lo Spirito di Dio abita in voi… santo è il tempio di Dio, che siete voi» (cf. 1Cor 3,16-17). «Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente» (2Cor 6,16).

L’uomo che accoglie la benedizione di Dio, medita la sua legge giorno e notte, dà frutto a suo tempo e tutto quello che fa gli riesce bene. Quest’uomo ha scelto la strada del bene e della benedizione, escludendo, con l’aiuto della grazia, la strada del male e della maledizione che conduce alla rovina (cf. Sal 1).


Dalle parole alla Parola

Nome. Pronunciare il nome di una persona mette in movimento tutto il suo essere; non il volto soltanto è abbinato al nome, ma anche il cuore, i pensieri, le scelte. Il nome è persona pronunciata e questa porta il segno indelebile della presenza divina. Pronuncio il nome delle persone care, dei colleghi, degli amici, dei conoscenti con rispetto, promuovendone la dignità?

Casa. In noi abita lo Spirito di Dio, il nostro corpo è tempio del Dio vivente. Ho cura del mio corpo, lo nutro di cibi sani e di riposo? Alimento lo spirito che mi abita con pensieri positivi, di pace, di bontà, di carità?

Benedire. La nostra esistenza è circondata da persone e cose buone, belle, sane. Mi accorgo e le racconto con benevolenza o mi lascio cogliere da altri sentimenti quali l’invidia e la gelosia? Nutro il mio spirito del santo che mi circonda benedicendo il Signore che l’ha creato?


Preghiera

Padre buono, che abiti il cuore e la mente di ogni uomo benedici la nostra vita in ogni suo istante, rendici capaci di vivere nel bello, nel buono, nel vero cosicché in noi possa manifestarsi il tuo Spirito. Amen.


 
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Tutti i testi sono presi da: Meditare Cantando, ISG Edizioni e Effatà Editrice, 2010

 
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