Italia

Amatevi come io vi amo

di Paola Cover

 

Così dice il Signore:
Vi do un comandamento nuovo:
amatevi come io vi amo.

L’amore che serve i fratelli:
è questo il comando di Dio,
è questo l’esempio di Cristo
trasmesso alla Chiesa.
La vita è un servizio d’amore.

Chi vive in servizio d’amore
risponde al comando di Dio,
risponde all’esempio di Cristo
donando se stesso.
La vita è un servizio d’amore.

Il mondo ha bisogno d’amore:
l’amore che vince ogni male,
l’amore che dona e perdona
con pace serena.
La vita è un servizio d’amore.

Ogni uomo che passa è un fratello,
segnato dal volto di Cristo,
segnato da un solo destino:
servire l’amore.
La vita è un servizio d’amore.

L’amore che serve i fratelli
È segno di fede sicura,
è segno di viva speranza
nel nostro cammino.
La vita è un servizio d’amore.

Il ritornello del canto attinge alle parole stesse di Gesù, parole che racchiudono, nel contesto dell’Ultima Cena, la consegna più preziosa e fondante che il Maestro fa ai suoi.

È un comandamento: ma si può comandare di amare? È nuovo: ma Gesù non aveva avuto già l’occasione di dire che il comandamento più grande consisteva nell’amare Dio con tutto il cuore, l’anima e la mente e il prossimo come se stessi (cf. Mt 22,37-39)?

Gesù, l’uomo nuovo di cui il cristiano è chiamato a rivestirsi, si offre a noi come termine di confronto e modello da imitare, su cui conformare pensieri e sentimenti, gusti e scelte, passioni e orientamento dell’esistenza.

Egli offre se stesso come esempio di amore che serve - «Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti» (Mc 10,45) -, tanto da chinarsi a lavare i piedi dei discepoli (cf. Gv 13); dona se stesso come esempio di amore che perdona, tanto da chiedere per i suoi crocifissori: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno» (Lc 23,34).

Sono gesti e atteggiamenti profondi che il discepolo è chiamato a fare propri: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi» (Gv 13,12-15); «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati» (Lc 6,36-37).

Il mondo ha bisogno proprio di questo amore che vince ogni male, come ci ricordano gli apostoli Pietro e Paolo, che hanno sperimentato la forza rigeneratrice del perdono sulla loro stessa carne: «E infine siate tutti concordi, partecipi delle gioie e dei dolori degli altri, animati da affetto fraterno, misericordiosi, umili. Non rendete male per male né ingiuria per ingiuria, ma rispondete augurando il bene. A questo infatti siete stati chiamati da Dio per avere in eredità la sua benedizione» (1Pt 3,8-9); «Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene» (Rm 12,21).

Servizio e perdono, amore che dona e perdona: ecco la cartina di tornasole di una fede sicura, di una speranza viva! Per tradurre nella concretezza di ogni giorno il comandamento dell’amore, tenendo fisso lo sguardo sull’unico Maestro, Servo e Signore, ricco di misericordia, e arrivare a dire con l’apostolo: «Non vivo più io, ma Cristo vive in me» (Gal 2,20).


Dalle parole alla Parola

Comando di Dio. Non si tratta di imposizione, ma di certezza che, nell’attuarlo, realizzo il mio e l’altrui vero bene: amare ed essere amato. Mi accompagna questa fiducia?

Esempio di Cristo. …in cui specchiarmi, da cui ricevere forza… Quanto illumina, sostiene, fa da riferimento alla mia vita quotidiana?

Pace serena. Abita il cuore riconciliato che supera le ostilità e si fa ospitale e amico verso i fratelli. Chiedo al Signore che risani le divisioni presenti nel mio cuore e mi doni la sua pace…


Preghiera

Signore Gesù, tu mi lasci un comandamento perché sai che il mio cuore è fatto per amare e solo così può approdare alla vera pace che è tuo dono. Fa’ che la mia vita, abitata dalla tua grazia, risanata dal tuo perdono, guidata dal tuo esempio, diventi sempre più un servizio d’amore. Amen.



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Tutti i testi sono presi da: Meditare Cantando, ISG Edizioni e Effatà Editrice, 2010

 
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