Italia

Salga a te, Signore

di Paola Rebellato

 
Salga a te Signore

Salga a te Signore, l'inno della Chiesa
l'inno della fede che ci unisce a te.
Sia gloria e lode alla Trinità!
Santo, santo, santo per l'eternità!

Una è la fede, una la speranza
uno è l'amore che ci unisce a te.
L'universo canta, lode a te Gesù!
Gloria al nostro Dio, gloria a Cristo Re!

Fonte d'acqua viva per la nostra sete
fonte di ogni grazia per l'eternità.
Cristo, uomo Dio, vive in mezzo a noi,
Egli è nostra via, vita e verità!

Venga il tuo regno, regno di giustizia,
regno della pace, regno di bontà.
Torna o Signore, non tardare più.
Compi la promessa, vieni o Gesù!


Fin dalla prima parola il canto distribuisce movimento ed energia, in un crescendo di apertura e di vita. Ritmato da una sequenza ternaria si dirige a Dio Trinità, parla delle tre virtù teologali, di Gesù via verità e vita, del Regno di giustizia, pace e bontà. Ogni strofa sembra illuminata e vivificata dalla Trinità, il Dio triplicemente santo (cf. Is 6,3; Ap 4,8) che gioisce della gloria e della lode che riceve dalla sua creatura. Compiaciuto della buona riuscita della sua opera e di tanta bellezza con cui l’ha adornata «Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona» (Gen 1,31), Dio si rende attento al richiamo che lo interpella.

Il canto in effetti apre lo scenario con la presenza della Chiesa che di buon mattino si fa trovare pronta perché, come profumo d’incenso, la sua preghiera di lode e di fede si dissolva nell’aria della vita divina e diventi un unico respiro vitale per ogni credente.

La fede, la speranza e l’amore “scala trinitaria[1] vivificano l’intelletto, la volontà e la memoria; diventano cibo, ristoro e vita e nell’Eucarestia ci trasformano in una sola cosa con Dio[2].

La coralità dell’inno della Chiesa coinvolge anche l’universo intero che ha goduto della presenza fisica di Gesù e lo riconosce Dio, Salvatore e Re. La creazione stessa attende di essere salvata, così come ogni uomo aspetta l’adozione a figlio (Rm 8,22-23).

Gesù è l’acqua viva, la fonte che ristora il viandante nel suo pellegrinaggio terreno (cf. 1Cor 10,4) e mare dolce di ricchezze[3], acqua vitale in cui la creatura nuota e nuoterà per l’eternità, nuovo grembo materno che darà vita a «tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra» (cf. Ef 1,10) che saranno ricondotte al Cristo, unico capo.

L’eucarestia[4] è la fonte viva che realizza la promessa di Gesù: «Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20) e rimane come via, verità e vita Il pane spezzato insieme è la comunione con il corpo di Cristo e il calice della benedizione è comunione con il sangue di Cristo (cf. 1Cor 10,16).

La Chiesa, con l’invocazione finale implora la realizzazione del Regno promesso, dove avranno stabilità la giustizia, la pace e la bontà.

In un crescendo di tenerezza, come Maria alle nozze di Cana (Gv 2,3-5) forza i tempi di Gesù e gli chiede di compiere la promessa, senza tardare più la Chiesa nell’Apocalisse pronuncia la parola finale: Maranathà, «Vieni, Signore Gesù» (Ap 22,20), e Gesù assicura «Sì, vengo presto!» (Ap 22,20).


Dalle parole alla Parola

Inno. «Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi» (Mt 26,30). Gesù affronta il momento cruciale dell’abbandono dopo aver ricevuto forza dal canto dell’inno di lode e di ringraziamento che conclude la cena pasquale (Sal 114-118). Mi preparo alle difficoltà della vita attingendo forza dalla preghiera quotidiana?

Fonte. Dio è fonte di tutti i beni. Il cuore di Gesù è cella d’amore, luogo di riposo, cibo e bevanda che inebria gli apostoli. Chiedo di essere attratta come cerva assetata all’Eucaristia per immergermi nelle acque divine e farmi trasformare in fonte di pace?

Promessa. Parola carica di speranza, quando ha Dio per autore: promessa dell’Emmanuele, Dio che resta sempre con noi; promessa di vita piena per chi rimane in Gesù come tralcio nella vite; promessa di pace stabile per gli umili di cuore e i miti. Le promesse di Dio sono certezze sulle quali radico le scelte della mia vita quotidiana?


Preghiera

Dio Trinità, triplicemente ed unicamente mio, fonte e autore di ogni bene, immergimi nuovamente nelle acque vitali del Battesimo. Cuore di Gesù squarciato, fonte perenne di grazie, ogni bene, bellezza, maestà, gloria e piacere è in te come sua fonte[5], ridonami il perdono, abbeverami di fede, speranza e carità. Spirito Santo torna ad aleggiare sopra le acque dell’anima mia e ritornale alle purezza originale. Amen


[1] Così nel suo Diario (D) si esprime Elisabetta Vendramini (E.V.), fondatrice delle suore francescane elisabettine in una delle sue bellissime contemplazioni sulla Trinità e sulle virtù teologali che la aiutano a declinare il mistero.
[2] cf. E.V. cf. D 881; D 3293.
[3] cf. E.V. D 1127; D 909.
[4] cf. E.V. D 3345.
[5] E.V. D 1708



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Tutti i testi sono presi da: Meditare Cantando, ISG Edizioni e Effatà Editrice, 2010
 
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