Italia

Preghiera a Maria

di Maria Rita Pavanello


Preghiera a Maria

Maria,
tu che hai atteso nel silenzio
la sua parola per noi…

aiutaci ad accogliere
il Figlio tuo che ora vive in noi.

Maria,
tu che sei stata così docile
davanti al tuo Signor…

Maria,
tu che hai portato dolcemente
l'immenso dono d'amor…

Maria,
tu che umilmente hai sofferto
del suo ingiusto dolor…

Maria,
tu che ora vivi nella gloria
insieme al tuo Signor…


Maria, un mistero a cui ci si avvicina in punta dei piedi, per non romperne il silenzio…

Mentre tutto è immerso in un profondo silenzio, il Verbo entra nella storia (cf. Sap 18,14-15), attraverso una fanciulla di Nazareth, Maria (cf. Lc 1,26ss). Grazie al “” di questa donna, Dio si fa presente nella nostra vita, per questo “” anch’io posso mettermi in relazione con Dio. Dall’incontro di due “Eccomi”, quello del Figlio di Dio e quello di Maria, e solo grazie a questo unisono, posso anch’io pronunciare il mio “”.

Mentre Maria viene avvolta dall’ombra dello Spirito, in lei risplende la luce attesa da sempre: il Figlio di Dio. Già la nostra piccola esperienza umana ci dice che gli occhi di una mamma che aspetta un bambino brillano, risplendono di luce riflessa; ancor più dunque per Maria che aspetta il Figlio divino.

Preghiera a Maria è allora il canto del dono promesso e accolto progressivamente attraverso una riposta sempre nuova, totalmente disponibile alla volontà divina. Maria, Vergine Madre, ha accolto il Figlio di Dio in ogni istante della sua vita, senza ripensamenti, con taciti rinnovi espressi nella fedeltà ad ogni tappa della vita del Figlio.

Il cristiano riceve il Figlio di Dio nell’Eucaristia - Preghiera a Maria si canta alla Comunione - e impara l’accoglienza di questo Figlio da Maria: “Maria tu che…” ripetiamo ad ogni strofa. Ciascun istante della nostra vita trova in Maria il modello di chi non manca all’appuntamento con il Figlio e lo accoglie.

Fare spazio dentro di noi con umiltà, docilità e con grande fiducia a Gesù, significa credere ad ogni appuntamento di Dio come incontro di salvezza che genera fecondità, grazia, amore e a volte anche dolore, perché l’amore non è mai disgiunto dal dolore… amore e dolore sono due braccia che stringono la vita di ogni uomo nella sua verità, nella sua bellezza, nel suo mistero.

La vita di Gesù donata per amore e a caro prezzo esprime molto bene la forza del binomio dolore/amore: «Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi» (Gv 13,34).

In Maria allora si inaugura il mistero della Parola che diventa storia in ognuno di noi che l’accoglie fino a poter dire: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola» (Lc 1,38). Non più quindi il vecchio tempio di Gerusalemme, come casa di Dio, ma ogni persona che acconsente al dono del Vangelo, diventando così abitazione del Signore. Un grembo fecondo.


Dalle parole alla Parola

Accogliere. L’“Eccomi” di Maria al progetto di Dio la rende grembo fecondo. Accolgo e vivo la Parola di Dio?

Docile. Essere docili significa apprendere senza sforzo, senza resistenze. Maria abbandonandosi alla volontà divina con piena fiducia, ha così appreso la Parola di Dio che in lei si è fatta carne. Così nella vita dei santi, di coloro che - uomini come noi - hanno preso sul serio la Parola di Dio e l’hanno incarnata. Il Vangelo parla alla mia vita e, attraverso di essa, a quella degli altri?


Preghiera

Maria, donna di poche parole, perché afferrata dalla Parola, aiutaci a comprendere che nessun linguaggio umano è così pregnante come il tuo, fatto di monosillabi veloci come un «sì» o di sussurri brevi come un «fiat» o di abbandoni totali come un «amen». Prega per noi, inguaribili malati di magniloquenza e intossicati di parole. La parola, in noi, si fa voce ma senza farsi carne, ci riempie la bocca ma lascia vuoto il grembo. Aiutaci a leggere nella brevità di un «sì» lo spessore del mistero e il profumo del silenzio (don Tonino Bello). Amen.

 

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Tutti i testi sono presi da: Meditare Cantando, ISG Edizioni e Effatà Editrice, 2010

 
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