Italia

Cristo Gesù Salvatore

di Enrica Martello

 

Cristo Gesù Salvatore, tu sei parola del Padre,
qui ci raduni insieme, tu! qui ci raduni insieme.

Cuore di Cristo Signore, tu cambi il cuore dell'uomo,
qui ci perdoni e salvi, tu! qui ci perdoni e salvi.

Spirito, forza d'amore, tu bruci l'odio tra i popoli,
qui ci farai fratelli, tu! qui ci farai fratelli.

Croce che porti il dolore, noi ti portiamo fedeli,
a te va il nostro canto, a te! a te va il nostro canto.

Regno che deve venire, noi ti attendiamo pazienti,
a te ci consacriamo, a te! a te ci consacriamo.

Luce che rompe la notte, noi ti cerchiamo feriti,
a te volgiamo gli occhi, a te! a te volgiamo gli occhi.

Pane spezzato alla cena, corpo del Cristo vivente,
in te restiamo uniti, in te! in te restiamo uniti.

Vino versato ai discepoli, sangue di un Dio crocifisso,
in te la nostra gioia, in te! in te la nostra gioia.

Madre, donata dal Figlio, vergine forte e amorosa,
in te la nostra pace, in te! in te la nostra pace.

Alleluia! Alleluia! Alleluia! Alleluia!
Cristo sei Salvatore, Tu! Cristo sei Salvatore.


È un canto che apre alla contemplazione e ci innesta nel mistero di Dio e della vita di Gesù. Egli, Parola del Padre (cf. Gv 1,1), cuore aperto (cf. Gv 19,34), forza d’amore (cf. Lc 6,19), ci precede e ci salva oltre i nostri meriti e le nostre possibilità. Egli ci raduna come un tempo le folle si radunavano attorno a lui attratte dalle parole e dai prodigi che egli compiva (cf. Mt 15,30); Egli si china ancora a terra per scrivere sulla sabbia i torti subiti, in attesa che il suo perdono diventi anche il nostro perdono (cf. Gv 8,5); Egli ci nutre con la sua stessa vita (cf. Mc 14,22) e ci dona una parola capace di renderci fratelli (Mt 5,43-45).

Le prime strofe evocano parole di gratuità e di grazia.

Seguono i misteri della vita di Gesù: essi sostengono e nutrono la nostra fede, la nostra adesione, il nostro sì alla grazia.

Croce, noi ti portiamo fedeli, come quel Simone di Cirene che riceve l’inimmaginabile grazia di sostenere la croce del Cristo stremato nella sua passione e accetta di essere coinvolto in una incomprensibile vicenda (cf. Mc 15,21).

Regno, noi ti attendiamo pazienti, così come Simeone e Anna nel tempio, ormai vecchi ma resi sensibili dall’attesa e perciò capaci di riconoscere nel bambino la salvezza d’Israele, la luce che illumina le genti e disponibili, allora, a lasciarsi andare nella pace (cf. Lc 2,29-32).

Luce, noi ti cerchiamo feriti. In Gesù, luce del mondo, cercato dentro la notte, la paura, le ferite; luce che ci permette di vedere la nostra vera immagine: quella di uomini feriti, ma ancora disponibili ad accogliere la luce che dà vita (cf. Gv 8,12).

Infine, il pane e il vino che ci costituiscono corpo del Cristo vivente (cf. 1Cor 10,17), mistero della Sua presenza nell’Eucaristia e, al contempo, reale presenza del Cristo dentro il nostro corpo. Il suo corpo diventa nostro corpo, nostra carne, nostro sangue e ci costituisce unico corpo vivente del Cristo nella Chiesa.

In questo intrecciarsi di grazia e di apertura alla grazia si schiude una lode alla Madre, anche lei donata e da noi accolta, nostra pace (cf. Gv 19,26-27).

L’esperienza del credente, illuminata e nutrita dal mistero di Dio, si apre al canto di lode – “alleluia, alleluia - e ad una professione di fede che esclama: “Cristo sei Salvatore, Tu!”.


Dalle parole alla Parola

Salvatore. È colui che salva, che permette la vita, che si frappone alla morte e ne impedisce il dominio. Essere salvati è esperienza di gratuità, di apertura al dono, di sicurezza nell’affidamento di sé. A volte è esperienza difficile da accogliere perché va ad intaccare il nostro senso di autosufficienza, del bastare a noi stessi, di autonomia, di appropriazione della propria vita. Ho fatto esperienza nella mia vita della resistenza a consegnarmi alla salvezza del Signore, al suo perdono, alla sua benevolenza? Ho fatto esperienza anche della pienezza, della pace, del riposo accogliendo in me l’amore di Colui che mi salva? Ne faccio memoria grata. Se non ne ho ancora fatto esperienza invoco dal Signore il dono di poterlo accogliere come Salvatore nella mia vita.

Cuore. È uno degli organi più importanti del nostro corpo e fin dal grembo materno ritma la nostra vita, ne è il propulsore. Eppure è parola che viene usata molto spesso per significare altro. Dice amore e intimità: “sei nel mio cuore”; dice dolore e dramma: “mi hai spezzato il cuore”; dice freddezza e chiusura: “un cuore di pietra”. Nella mia giornata ascolto il mio cuore? Riesco a rendermi consapevole se è aperto, se è ferito, se è chiuso? Lascio che il Cuore di Gesù cambi il mio cuore e lo renda come il Suo?

Forza. La forza è qualcosa di potente, qualcosa che dà sicurezza, qualcosa che ti permette di operare, di riuscire, di sostenere… Lo Spirito, forza d’amore, è nell’uomo, questa potenza che dà sicurezza, opera, fruttifica, sostiene. Lo credo? Ne ho sperimentato la forza e il sostegno?


Preghiera

Cristo Gesù Salvatore, tu ci salvi cambiandoci il cuore, bruciando l’odio ci rendi fratelli. Portando il nostro dolore ci permetti di esserti fedeli, nell’attesa del Regno ci rendi pazienti. Ci vincoli nell’unità e ci leghi nella gioia, Signore Gesù, Salvatore nostro.



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Tutti i testi sono presi da: Meditare Cantando, ISG Edizioni e Effatà Editrice, 2010

 
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