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Tu, quando verrai

di Paola Cover

 
Tu quando verrai

Tu, quando verrai, Signore Gesù,
quel giorno sarai un sole per noi.
Un libero canto da noi nascerà
e come una danza il cielo sarà.

Tu, quando verrai, Signore Gesù,
insieme vorrai far festa con noi.
E senza tramonto la festa sarà,
perché finalmente saremo con te.

Tu, quando verrai, Signore Gesù,
per sempre dirai: "Gioite con me!".
Noi ora sappiamo che il Regno verrà:
nel breve passaggio viviamo di te.


Molti motivi sottolineati da questo canto, ci proiettano nel clima dell’attesa del ritorno del Signore, nella parusia. La comunità credente è immessa in questo clima particolare nel tempo di Avvento, che si apre richiamando innanzitutto la venuta del Figlio dell’uomo nella gloria; il libero canto che nasce dal cuore, ne evoca la promessa: «…vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina» (Lc 21,27-28).

In quel giorno il Signore glorioso sarà «un sole che sorge dall'alto per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra di morte» (cf. Lc 1,78-79). Come il profeta aveva annunciato, non ci sarà più bisogno della luce del sole, né dello splendore della luna, perché «il Signore sarà per te luce eterna, il tuo Dio sarà il tuo splendore» (Is 60,19). Gli elementi cosmici indispensabili alla vita non avranno più ragione di sussistere perché Colui che «sarà tutto in tutti» (cf. 1Cor 15,28), riempirà e colmerà tutti della Sua presenza.

L’incontro con il Signore sarà una festa senza fine: Lui ci attende come il padre della parabola che da lontano vede il figlio e commosso gli corre incontro, gli si getta al collo e lo bacia, reintegrandolo nella dignità di figlio (cf. Lc 15,11-32). Così Dio Padre mi aspetta per farmi entrare nella festa senza fine; Lui, ricco di misericordia, che si è «gettato dietro le spalle tutti i miei peccati» (Is 38,17), prepara una festa che sarà gioia di stare sempre con Lui, come ci dice l’Apostolo: «E prima risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, che viviamo e che saremo ancora in vita, verremo rapiti insieme con loro nelle nubi, per andare incontro al Signore in alto, e così per sempre saremo con il Signore» (1Ts 4,16-17).

Ma il tempo di Avvento non ci proietta solo verso la parusia, che è l’ultima venuta; come dice san Bernardo, ci invita a ravvivare la consapevolezza di una triplice venuta del Signore: “Nella prima il Verbo fu visto sulla terra e si intrattenne con gli uomini (…). Nell’ultima venuta «ogni uomo vedrà la salvezza di Dio» (Lc 3,6)… Occulta è invece la venuta intermedia, in cui solo gli eletti lo vedono entro se stessi, e le loro anime ne sono salvate”.

Ecco che il canto ci riporta all’incarnazione che continua nell’oggi, al breve passaggio in cui il cristiano è chiamato a lasciarsi conquistare da Cristo e a sperimentare, come san Paolo: «non vivo più io, ma Cristo vive in me» (Gal 2,20).

La gioia che lo attende gli è promessa in pienezza fin da ora, e nascerà dal rimanere nell’amore del suo Signore, custodendo e osservando la sua parola: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore…Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena» (cf. Gv 15,9-11).

Anche la certezza che “il Regno verrà” si fonda su un’esperienza che comincia nella storia, nel nostro qui e ora: «“Quando verrà il regno di Dio?”. Egli rispose loro: “Il regno di Dio non viene in modo da attirare l'attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!”» (Lc 17,20-21).


Dalle parole alla Parola

Sole. Senza il sole, indispensabile per la vita, sulla terra non potrebbero sussistere, né svilupparsi, forme di vita. Quanto mi è indispensabile attingere alla luce e al calore del Signore, sole che non tramonta e viene a visitarmi?

Libero canto. Dice di parole e note che si cercano, si sintonizzano e coniugano a partire dal cuore, per comunicarsi attraverso la voce… Quale canto mi nasce dal cuore, libero perché fedele a ciò che sento e a ciò che credo?

Festa. Come persona e come cristiano/a quali motivi raccolgo per fare festa? Sono consapevole che Dio gioisce e fa festa per me?


Preghiera

Signore Gesù, per te che vieni come un sole a rischiarare la mia vita, che mi chiami alla festa senza tramonto, che mi inviti alla gioia piena, nasce il libero canto del cuore, assetato di stare con te. Nel tempo che mi doni, nel Regno che inizia quando rimango nel tuo amore, vieni a vivere in me. Amen.



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Tutti i testi sono presi da: Meditare Cantando, ISG Edizioni e Effatà Editrice, 2010

 
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