Italia

Venite, fedeli

di Paola Cover

 
Venite fedeli

Venite, fedeli, l’angelo ci invita,
venite, venite a Betlemme.

Nasce per noi Cristo Salvatore.
Venite, adoriamo, venite, adoriamo,
venite, adoriamo, il Signore Gesù.

La luce del mondo brilla in una grotta
la fede ci guida a Betlemme.

La notte risplende, tutto il mondo attende,
seguiamo i pastori a Betlemme.

Il Figlio di Dio, Re dell’universo,
si è fatto bambino a Betlemme.

“Sia gloria nei cieli, pace sulla terra”,
un angelo annuncia a Betlemme.


Un invito, il risuonare di un venite che chiama a mettersi in movimento verso Betlemme - «così piccola per essere fra i villaggi di Giuda», annunciata dal profeta Michea come il luogo da cui «uscirà colui che deve essere il dominatore in Israele» (cf. Mi 5,1) -, richiama una melodia familiare che ci immerge immediatamente nel clima di Natale.

Il canto che tradizionalmente ne segna le celebrazioni, ci orienta al Cristo Salvatore annunciato dall’angelo che evangelizza i pastori: «Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore» (Lc 2,11).

Nato per voi”, nato per noi, destinatari come i pastori dell’annuncio di «una grande gioia, che sarà di tutto il popolo» (Lc 2,10) e coinvolge, di generazione in generazione, l’assemblea dei credenti riuniti alla mensa della Parola e del Pane.

Lui «la luce vera, quella che illumina ogni uomo» (Gv 1,9), si irradia sul mondo, brilla in una grotta; ma solo la fede può riconoscerla, solo la fede può scoprirla nella piccolezza e fragilità di un bambino. Che cosa ha di straordinario, infatti, un neonato avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia, per suscitare tanto stupore?

Solo gli occhi dei piccoli e dei poveri sapranno accogliere e riflettere questa luce; seguire i pastori a Betlemme significherà allora calcarne non solo le orme, ma anche, e soprattutto, gli atteggiamenti del cuore quali la disponibilità ad andare, a vedere, a comunicare l’annuncio ricevuto: «…i pastori dicevano l'un l'altro: “Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere”. Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro» (Lc 2,15-17). Da evangelizzati i pastori diventano evangelizzatori, portatori della buona notizia di un Dio che «ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito» (Gv 3,16); dal silenzio adorante di fronte al Re dell’universo che si è fatto bambino, si sprigiona l’incontenibile messaggio che riecheggia e trasmette la lode della moltitudine dell’esercito celeste: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama» (Lc 2,14). Andare, riconoscere, adorare, testimoniare, lodare: itinerario di fede che ci parla del Suo Natale; itinerario di fede che, nel nostro oggi, può prolungare e rendere efficace il Suo Natale.


Dalle parole alla Parola

Angelo. È il messaggero che porta un annuncio da parte di Dio. Quali angeli sono stati per me mediazione per incontrare il Signore?

Pastori. Rappresentano i piccoli e i poveri che si rendono aperti e disponibili a ricevere un annuncio, a riconoscere un segno, a trasmettere quanto viene loro consegnato. Come ne sono evangelizzato?

Bambino. Suscita tenerezza e stupore, richiama l’essere fragile e indifeso. Come mi interpella “il Figlio di Dio fatto bambino a Betlemme”?


Preghiera

La tua luce, Signore Gesù, risplenda nella mia notte e mi spinga a venirti incontro, docile ai messaggeri che mi invii e mi conducono a Te. Come i pastori, che anch’io mi fidi, mi metta in cammino, adori la tua presenza, lodi e glorifichi un Dio che ama i suoi figli e riversa su di essi la sua benevolenza. Amen.



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Tutti i testi sono presi da: Meditare Cantando, ISG Edizioni e Effatà Editrice, 2010

 
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