Italia

Vergine del silenzio

di Paola Cover

 
Vergine del silenzio

Vergine del silenzio,
che ascolti la parola e la conservi,
donna del futuro, aprici il cammino.

Silenzio di chi vigila,
silenzio di chi attende,
silenzio di chi scopre una presenza.

Silenzio di chi dialoga,
silenzio di chi accoglie,
silenzio di chi vive in comunione.

Silenzio di chi prega,
silenzio di chi è in pace,
silenzio di chi è “uno” nel suo spirito.

Silenzio di chi è povero,
silenzio di chi è semplice,
silenzio di chi ama ringraziare.

Sono davvero poche le parole di Maria consegnateci dai vangeli: questo canto, Vergine del silenzio, sembra proprio far emergere il clima di profonda interiorità in cui è vissuta.

Il suo “eccomi” all’annuncio dell’angelo, nasce dalla capacità di ascoltare la parola del Signore, una parola che ella custodirà mettendo insieme gli avvenimenti che la coinvolgeranno in prima persona, di cui cercherà di penetrare il senso più profondo. Ben due volte, nello stesso capitolo, l’evangelista Luca annota: «Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore» (Lc 2,19.51).

Per questo Maria è la donna del futuro, che apre il cammino ai discepoli del Figlio come prima discepola, indicando loro la strada verso orizzonti carichi di vita, di pienezza, di novità.

In lei vediamo riflessi tutti gli atteggiamenti che il canto percorre: la vigilanza, l’attesa, la scoperta di una presenza nei mesi in cui il suo grembo si fa accoglienza del Verbo fatto carne, venuto ad abitare in mezzo a noi (cf. Gv 1,14); la povertà e la semplicità che risuonano nel Magnificat, canto di chi ama ringraziare, perché sa riconoscere le grandi cose compiute dall’Onnipotente (cf. Lc 1,46-55); il dialogo con Gesù ritrovato nel tempio dopo un’angosciante ricerca durata tre giorni (Lc 2,48), e intessuto con lui a Cana durante una festa di nozze (Gv 2,1-5); la preghiera e il vivere in comunione, che si sprigionano dal Cenacolo e attirano la forza dirompente dello Spirito sulla Chiesa nascente (At 1,14; 2,1ss).

Il silenzio che il canto colora di tutte queste pennellate, non è dunque assenza di parole, di voci, di suoni: si rivela invece come lo spazio capace di generare le parole vere, quelle che hanno senso e spessore, che incidono nella storia perché vi immettono germi di autentica umanità e spiritualità.

Maria, Vergine del silenzio, donna del futuro, ci insegna l’arte di vivere dentro, ci guida a quel silenzio capace di generare vita evangelica in noi e attorno a noi, attraverso l’ascolto della Parola di Dio, custodendola nel cuore, meditandola insieme ai fatti della nostra storia.


Dalle parole alla Parola

Silenzio. Qual è il mio rapporto con il silenzio? Perché lo cerco o lo rifuggo?

Prega. “Per me la preghiera è uno slancio del cuore, è un semplice sguardo gettato verso il Cielo, è un grido di gratitudine e di amore nella prova come nella gioia, insomma è qualche cosa di grande, di soprannaturale, che mi dilata l'anima e mi unisce a Gesù” (S. Teresa di Gesù Bambino). E per me?

Ringraziare. Quale posto ha nella mia vita la dimensione della gratitudine? Come permea la mia relazione con gli altri e con Dio?


Preghiera:

Vergine del silenzio, prendimi per mano e conducimi tu all'incontro con Colui che non è nel vento impetuoso, nel terremoto, nel fuoco, ma in una voce di tenue silenzio (cf. 1Re 19,11-12); nell'ascolto fiducioso e adorante possa sempre fiorire, come è stato per te, il mio “Eccomi” alla Sua volontà. Amen



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Tutti i testi sono presi da: Meditare Cantando, ISG Edizioni e Effatà Editrice, 2010

 
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