Italia

Tu, festa della luce

di Marilena Carraro

 
Tu, festa della luce

Tu, festa della luce,
risplendi qui, Gesù:
Vangelo che raduna
un popolo disperso.

Tu, pane d'abbondanza,
ti doni qui, Gesù!
sapore della Pasqua
nell'esodo dell'uomo.

Tu, vino d'allegrezza,
ti versi qui, Gesù:
fermento traboccante
nel calice dei giorni.

Tu, patto d'alleanza,
ci chiami qui, Gesù:
risposta generosa
del Padre che perdona.

Tu, seme di sapienza,
fiorisci qui, Gesù:
germoglio consolante
di nozze per il Regno.

Tu, prezzo della pace,
ti sveli qui, Gesù:
memoria nella Chiesa
del sangue che redime.

Tu, voce dello Spirito,
ci parli qui, Gesù:
dolcezza dell'invito
al canto dell'amore.

Tu, ultima Parola,
rimani qui, Gesù:
attesa luminosa
del giorno dei salvati.

A prima vista questo canto non ha un ritornello, una frase che ritorni a rafforzare il motivo del canto stesso. In realtà, nelle prime righe di ciascuna strofa, ci sono due parole che si ripresentano puntuali: Tu e Gesù.

Un Tu confidenziale apre ogni strofa, poi c’è una virgola, un respiro che lo fa risaltare, segue la motivazione di tanta familiarità e questo anomalo ritornello si chiude affermando che quel Tu è riferito a Gesù.

Gesù è luce, «la luce vera, quella che illumina ogni uomo» (Gv 1,9); «Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce» (Is 9,1), si legge la notte di Natale; di sé stesso Gesù dice: «Io sono la luce del mondo» (Gv 8,12).

Gesù è il pane. All’uomo affamato di significato il Padre dà «il pane dal cielo, quello vero» (Gv 6,32) dice Gesù; e precisa: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!» (Gv 6,35).

Gesù è la nostra pace (Ef 2,14); Egli con la vita e la Parola annuncia (cf. At 10,36) e dona la pace: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace» (Gv 14,27). E ogni volta che si mostrerà ai discepoli dopo la Risurrezione avrà un saluto di pace: «Pace a voi!» (Lc 24,36).

Gesù è voce dello Spirito Santo ricevuto nel battesimo per le mani del Battista: «… il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo» (Lc 3, 21-22). La missione di Gesù inizia e si compie per la potenza dello Spirito. La gente che lo ascoltava e vedeva i miracoli che Egli compiva si chiedeva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi?» (Mt 13,54).

La missione del Risorto continua nei discepoli: «“Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”. Detto questo, soffiò e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo…”» (Gv 20,21-22). Egli ci dona il suo Spirito e rimane in mezzo a noi, suo popolo.

Il canto allora esprime tutta la gioia della domenica quando nell’ascolto della Parola di Dio e nell’Eucaristia si realizzano le parole di Gesù: «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Mt 18,20).

A noi che sentiamo Gesù fratello e amico, tanto da rivolgerci a lui dandogli del Tu e crediamo che Egli è luce e sapienza, è pane e vino, è voce dello Spirito ed è l’alfa e l’omega, Gesù dice: «Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!» (Gv 20,29).


Dalle parole alla Parola

Sapore. È il gusto dei cibi, ma è anche un insieme di colori che rendono saporosa o insipida la vita. Sento il profumo della domenica come giorno del Risorto? Assaporo la gioia del perdono quando mi avvicino al sacerdote per la confessione? Gusto la preziosità dell’amicizia? Quale sapore hanno i miei giorni?

Calice. C’è il calice dell’amarezza e il calice del piacere. La nostra vita è un calice, un recipiente fragile che a volte, per la gioia o per il dispiacere, pare frantumarsi. Non a caso diciamo “sono felice da morire” o “mi si spezza il cuore dal dispiacere”. La goccia d’acqua, che il sacerdote ad ogni Eucaristia versa nel vino, è la nostra partecipazione all’offerta di Cristo. Cosa porto all’altare, l’offerta in denaro o il calice del mio giorno?

Nozze. La parola nozze evoca qualcosa di bello, di desiderato. Convengono a nozze, si sposano due persone che si amano e chiedono di rimanere unite per sempre; si sposa un’idea, una causa. Agli incroci della vita, dove la strada può prendere direzioni diverse (ricchezza, fama, piacere e potere), Gesù ci attende, ci chiede di sposare il suo ideale e di seguirlo. Provo la gioia di essere tra gli invitati alla grande festa del Regno? Ho la stoffa bianca per confezionare la mia tunica? Come e dove posso procurarmela?


Preghiera

Tu, sei vita nuova che spinge alla primavera dello spirito, sei vento forte che libera il cielo azzurro, sei mano sicura che accompagna il cammino, sei volto familiare che amo nei fratelli, Gesù. Amen



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Tutti i testi sono presi da: Meditare Cantando, ISG Edizioni e Effatà Editrice, 2010
 
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