Italia

Signore, dolce volto - O capo insanguinato

di Marilena Carraro

 
Signore, dolce volto – O capo insanguinato

Signore, dolce volto di pena e di dolor,
o volto pien di luce colpito per amor.
Avvolto nella morte perduto sei per noi
Accogli il nostro pianto, o nostro Salvator.

Nell'ombra della morte, resistere non puoi,
o Verbo, nostro Dio, in croce sei per noi.
Nell'ora del dolore ci rivolgiamo a Te
Accogli il nostro pianto, o nostro Salvatore.

O capo insanguinato del dolce mio Signor,
di spine incoronato, trafitto dal dolor.
Perché son si spietati gli uomini con Te?
Ah, sono i miei peccati! Gesù pietà di me.

Nell’ora della morte il Padre ti salvò.
Trasforma la mia sorte: con te risorgerò.
Contemplo la tua croce, trionfo del mio re,
e chiedo la tua pace: Gesù pietà di me.

Due canti in quattro strofe, le cui parole, muovendosi sulle note di J.S. Bach, provocano uno stesso pathos.

L’iconografia cristiana ha accompagnato nei secoli la fede esponendo crocifissi capaci di favorire la sensibilità e la partecipazione coinvolgente dei fedeli. Limmagine di Cristo, che viene evidenziata da questo canto, è quella del Christus patiens: Gesù che soffre come ogni altro uomo.

Il cristiano vive il silenzio del suo Signore e Salvatore: Egli ha dato la propria vita per riscattarlo dalla morte (cf. Gal 4,5) e sembra essere troppo tardi per tornare indietro, perché il calice passi via (cf. Mt 26,39). Non resta che una melodia terapeutica che vada ad accompagnare il trapasso e in qualche modo ad alleviare il tragico momento in cui l’unica parola è il grido di Gesù che squarcia i cieli «Elì, Elì, lemà sabactàni?» (Mt 27,46), un grido che sembra non ascoltato da Colui che lo aveva inviato tra noi, il Padre.

Accanto a Gesù sofferente, il cuore dell’uomo diventa buono, pietoso, capace di tenerezza com’è il cuore di Dio: «Misericordioso e pietoso è il Signore… grande nell'amore. Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature» (cf. Sal 145,8-9). Il Figlio di Dio in croce fa ardere la luce divina, l’immagine di Dio impressa in ogni uomo e lo rende capace di «sentimenti di amore e di compassione» (Fil 2,1).

Gesù muore in croce perché ci ama, perché ci vuole nel suo Regno: «il Figlio dell’uomo, non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti» (Mt 20,28). Solo vincendo la morte, mettendola sotto i suoi piedi (cf. 1Cor 15,27) Egli poteva assicurarci la vita per sempre: «L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte» (1Cor 15,26).

Nello stesso periodo, il medioevo, in cui si diffonde il Christus patiens, viene divulgata anche l’immagine del Christus triumphans che, attorniato dai segni della passione, ai fedeli si mostra vittorioso. La croce diventa un trono e Colui che sta sopra è il Re, il Vivente: «Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!» (Gv 16,33).

E il canto si chiude proprio con questa certezza: “contemplo la tua croce, trionfo del mio re. Preludio di un trionfo eterno: “con te risorgerò! «Se infatti - scrive san Paolo - siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua risurrezione» (Rm 6,5).


Dalle parole alla Parola

Dolce. La dolcezza e la tenerezza nascono dal cuore sensibile e si manifestano nella commozione, nella partecipazione alle gioie e sofferenze dell’altro, nella gentilezza, nella disponibilità... Nelle situazioni di sofferenza e di gioia il mio cuore si commuove, s’intenerisce o lo corazzo con l’indifferenza?

Pianto. Piangere è una caratteristica dei bambini. Caratteristica dei bambini è anche sorprendersi, meravigliarsi, stupirsi. So sorridere e gioire per il sole che mi saluta al mattino, per le persone che incontro nella giornata? Mi è capitato di piangere guardando il Crocifisso e i crocifissi?

Spine. Si presentano esili, quasi innocue, in realtà sono forti e robuste, non si piegano. Penetrano sottilmente e pungono provocando dolore. Quali sono le spine che feriscono la mia esistenza? È in mio potere toglierle? Posso alleviare le sofferenze delle persone che mi vivono accanto? Come?


Preghiera

Signore Gesù, la tua croce appesa al muro e al collo ha seguito ogni attimo della mia vita. Il mio sguardo si è abituato a cercarti, a rivolgerti una preghiera: donami la grazia di amarti per tutta la vita e di seguirti senza timori perché tu hai vinto il male e la morte. Amen.


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Tutti i testi sono presi da: Meditare Cantando, ISG Edizioni e Effatà Editrice, 2010

 
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