Italia

Servo per amore

di Barbara Danesi

 
Servo per amore

Una notte di sudore
sulla barca in mezzo al mare
e mentre il cielo s'imbianca già
tu guardi le tue reti vuote.
Ma la voce che ti chiama
un altro mare ti mostrerà
e sulle rive di ogni cuore
le tue reti getterai.

Offri la vita tua
come Maria ai piedi della croce
e sarai
servo di ogni uomo
servo per amore,
sacerdote dell'umanità.

Avanzavi nel silenzio
fra le lacrime speravi
che il seme sparso davanti a te
cadesse sulla buona terra.
Ora il cuore tuo è in festa
perché il grano biondeggia ormai,
è maturato sotto il sole
puoi riporlo nei granai.

Una rete gettata in mare aperto, un seme sparso a larghe bracciate, azioni che fanno emergere domande che esprimono il dubbio e la fatica del credere quotidiano: le reti si riempiranno di pesci? Il seme cadrà nella terra buona e porterà frutto? Gesti compiuti nel presente e che si proiettano nel futuro solo se si fondano sulla fede nell’autorevole Maestro. «Sulla tua Parola getterò le reti» dice Pietro (Lc 5,5) che, dapprima scoraggiato per la pesca andata a vuoto, si fida della Parola del Signore e obbedisce, nonostante i precedenti. Anche il seminatore obbedisce al ritmo delle stagioni e spera nella fertilità della terra e nei suoi frutti. «Una parte della semente cadde sulla terra buona, germogliò e fruttò cento volte tanto» (cf. Lc 8,4-15). Ma prima di dare vita a germogli nuovi, il seme deve morire, marcire, rompersi. Lo ha detto lo stesso Gesù: «Se il seme caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà» (cf. Gv 12,24-26). È ciò che Gesù ha fatto.

Gesù è il modello del servo, è Lui il Sacerdote, il Discepolo, l’Apostolo a cui il cristiano e la Chiesa devono guardare per imparare a vivere i ministeri che appartengono loro nell’umiltà e nella minorità.

«E nacque tra loro anche una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Egli disse: I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve”» (Lc 22, 24-27).

Il discepolo è una rete povera gettata nel mare del mondo; il servo è un seme piccolo gettato da Dio nella terra dell’umanità ma che porta, racchiusa in sé, la forza e la potenza dello Spirito Santo. Tuttavia per passare dalla promessa di vita al frutto, la sola via possibile è offrire la vita per amore, è morire ai nostri piccoli o grandi egoismi, alla nostra superbia e autosufficienza per ritrovare l’umiltà e la semplicità del seme che muore, e compiere il progetto di vita che Dio Padre ha per ciascuno di noi. Questo è possibile solo per amore, fidandosi della Parola del Signore. Sì, fidandosi dell’Altissimo Onnipotente Signore, il Vivente, l’unico in grado di riempire la nostra vita di pace e gioia.

Fidarsi. Come Maria, la Madre, ai piedi della Croce.


Dalle parole alla Parola

Voce. Le mie orecchie ogni giorno ascoltano molte voci che parlano alla mente e al cuore. So trovare spazi di silenzio per riconoscere tra le tante, la voce del Signore che mi chiama, per ascoltare cosa Egli desidera dirmi?

Servo. Schiavi o servi. Maria disse all’Angelo: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola» (Lc 1,38). Ho in me la consapevolezza che il Signore mi invita ad essere servo per amore, nel suo Regno, tra gli uomini?

Buona terra. La terra, metafora della vita, è il luogo in cui Dio pone il seme della sua stessa Vita, la vita in pienezza. Mi riconosco buona terra? So ritrovare i semi dell’amore che il Signore ha posto in me e con essi portare molto frutto?


Preghiera

Signore Gesù, Risorto e Vivo insegnami a guardare oltre il dolore, oltre la sofferenza fisica, oltre il fallimento, oltre la morte e a fidarmi della tua Parola. Desidero ascoltare la tua voce che mi chiama ad essere servo per amore. Amen.


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Tutti i testi sono presi da: Meditare Cantando, ISG Edizioni e Effatà Editrice, 2010

 
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