Italia

Ascolterò la tua Parola

di Paola Rebellato

 

nel profondo del mio cuore
io l'ascolterò.
E nel buio della notte
la Parola come luce
risplenderà.

Mediterò la tua Parola,
nel silenzio della mente
la mediterò.
Nel deserto delle voci
la Parola dell'amore
risuonerà.

E seguirò la tua parola,
sul sentiero della vita
io la seguirò.
Nel passaggio del dolore
la Parola della croce
mi salverà.

Custodirò la tua parola.
per la sete dei miei giorni
la custodirò.
Nello scorrere del tempo
la Parola dell'eterno
non passerà.

Annuncerò la tua parola,
camminando in questo mondo
io l'annuncerò.
Le frontiere del tuo regno
la Parola come un vento
spalancherà.

Nel testo del canto riecheggia il salmo 119, “uno dei monumenti più caratteristici della pietà israelitica alla rivelazione divina” (commento BJ): «Beato chi custodisce i suoi insegnamenti e lo cerca con tutto il cuore. Quanto amo la tua legge! La medito tutto il giorno. Meravigliosi sono i tuoi insegnamenti: per questo li custodisco» (Sal 119,2.97.129).

Il canto, come onda che senza sosta scivola sulla spiaggia e poi si ritira verso il mare, è movimento di risposta alla Parola che si offre all’incessante quotidiano della vita.

La riflessione si fa preghiera.

Cullata dal rifrangersi delle onde mi lascio trasportare nel profondo del mare del mio cuore, faccio silenzio e ascolto. Nelle tenebre degli abissi, nel buio delle profondità del mio smarrimento la tua Parola, Signore, è luce ferma, a volte debole, ma sempre certa (cf. Sal 42,6).

Custodisco come conchiglia la tua Parola, lavoro le ferite salutari che incidono le mie carni ed essa si trasforma in perla preziosa per la quale sono felice di vendere tutto (cf. Mt. 13,46).

Come agli albori dei tempi, quando le tenebre avvolgevano tutto di silenzio, e la Parola come luce risuonò e rese vita il cuore di ogni esistenza che cominciò a palpitare (cf. Gen 1,1-5), così oggi, nel caos dello smarrimento di senso di vita, la tua Parola...

dà voce ai deserti assetati di amore
e ogni cuore può restituire riconoscenza,
crea pensiero in chi cerca verità
e ogni mente si fa spazio di stupore,
traccia cammini agli smarriti di cuore
e la Croce sostiene l’andare,
accompagna i giorni verso l’eterno
e ogni momento diventa evento di salvezza,
sospinge come vento alle frontiere del Regno
e i piedi del messaggero non conoscono confini (cf. Is 52,7).

Sono stato oggetto della tua cura, della tua tenerezza e del tuo amore fin dal grembo materno (cf. Sal 139,13-16; Gb 10,8).

Le tue mani mi hanno fatto e plasmato e per questo posso capire la tua Parola (cf. Sal 119,73)

Anch’io allora ascolterò, mediterò, custodirò, seguirò e annuncerò la tua Parola (cf. Sal 119,33-37) perché è molto vicina a me, è nella mia bocca e nel mio cuore perché la possa mettere in pratica (cf. Dt 30,14).

Non la dimenticherò mai perché è mia delizia e mia consigliera, speranza, consolazione e canto (cf. Sal 119,16.24.49.50.54).


Dalle parole alla Parola

Buio. Il buio esprime bene lo smarrimento di cuore che a volte mi sorprende. La Parola si offre a me ogni giorno come luce che illumina la mia notte. La accolgo aprendo i miei occhi alla fede?

Passaggio. Il dolore va e viene in un andirivieni che accompagna tutta la mia vita. So vedere in questo passaggio il dono della salvezza che Gesù mi offre dalla sua croce?


Preghiera

Signore Gesù, ti sei chinato su di me con una parola di speranza, hai reso vivo e vibrante il mio cuore, hai orientato il passo incerto, mi hai abbracciato con tenerezza ma anche con la ruvidezza della tua croce, continua ad essere l’alba della mia vita perché possa essere con te luce per i fratelli. Amen.


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Tutti i testi sono presi da: Meditare Cantando, ISG Edizioni e Effatà Editrice, 2010
 
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