Mondo 'suora'

L'OBBEDIENZA

Lasciai libero l'amore e filialmente mi strinsi al mio Padre celeste

 
di Carraro Marilena

Una delle frasi che circolano nel mondo delle suore, soprattutto a fine estate, è "ricevere l'obbedienza".
A dire il vero l'obbedienza, uno dei tre voti in cui ci s'impegna, è quotidiana, ma questa "obbedienza" con tanto di articolo determinativo davanti ha il sapore di qualcosa di grande, di una chiamata a nuova vita.
La Superiora generale, o provinciale, o Delegata di circoscrizione per motivi diversi, come ad esempio il buon andamento dell'attività, la serenità o la salute di una persona, "danno l'obbedienza" di trasferirsi in altra casa. La suora "riceve l'obbedienza", come dono di Dio che la chiama a una nuova comunità, a un nuovo servizio... a una nuova vita.

Oggi va di moda l'espressione "obbedienza dialogata", ma da quel che ne so l'obbedienza è: obbedienza, dono di Dio a cui si ci abbandona con cuore di figlia.






 
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