Sud Sudan

Cronaca

Il pozzo

 

Il pozzo

La casa in costruzione di Talì si arricchisce di un altro preziosissimo e fondamentale elemento: il pozzo!

Dopo una lunga attesa, la compagnia indiana che scava i pozzi è arrivata!... li aspettavamo dall’anno scorso… poi con il riaccendersi della guerra che ha prodotto centinaia di migliaia di rifugiati c’è stato bisogno del loro lavoro per scavare pozzi nei campi profughi, quindi è arrivata la stagione delle piogge e non hanno più potuto viaggiare (se si piantano nelle paludi con i loro macchinari pesanti e costosi, sono perduti!). Ora finalmente è arrivato il nostro turno!

A marzo fratel Dario, un comboniano esperto nel trovare l’acqua, era venuto a fare la sua ricerca (con il bastoncino classico che comincia a girare in corrispondenza della falda acquifera) per la nostra casa. Proprio nel punto da lui individuato gli operai hanno posizionato il macchinario, ma prima di cominciare a scavare hanno atteso la preghiera. Sì, perché l’acqua è un dono di Dio, solo lui può concederlo ed è necessario invocarlo. Questo succede per tutti i pozzi che ogni anno la missione comboniana di Talì riesce a realizzare con le offerte di vari donatori. Quindi la macchina ha cominciato a scavare e a far scendere un tubo dopo l’altro nelle profondità della terra…finché a circa 70 metri l’acqua ha iniziato a zampillare, prima sporca di fango, poi bella limpida!

La falda trovata è ricca di acqua ed è a 6-7 metri dalla casa…una vera benedizione, per noi e per tutte le sorelle elisabettine che dopo di noi abiteranno in questa casa! A lavoro completato abbiamo offerto, agli operai che hanno lavorato, una capra… perché anche il lavoro dell’uomo non si può pagare solo con i soldi… ci vuole la riconoscenza e la gratitudine, che noi abbiamo espresso con questo gesto.



 
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